Lettera alle corsiste

“Care insegnanti ed educatrici, quello che io posso dirvi è che in dieci anni di attività non mi sono mai svegliata una mattina dicendo: “Oggi non ho voglia di andare a lavorare”.
Posso dirvi che ancora oggi quando esco da un’aula dove ho fatto lezione mi dico “Dove sono? Che giorno è? Cosa devo fare ora?”.
Credo che questi due atteggiamenti siano abbastanza significativi per provare a voi, ma soprattutto a me stessa, che quello che sto facendo io e quello che farete voi è estremamente piacevole, remunerativo e stimolante: il nostro tempo lavorativo ci assorbe, ci coinvolge talmente tanto che il tempo si ferma.
Se all’uscita dell’aula dove avete passato due ore a fare lezione non vi siete mai poste la domanda “dove sono? che giorno è? cosa devo fare ora?” non ha importanza, non è grave.
Se avete qualche volta detto “oggi non ho voglia di andare a lavorare” questo è grave ! Credo che abbiate sbagliato mestiere.
Voi non siete solo insegnanti di lingua inglese a voi è data l’opportunità di passare del tempo con i bambini, del tempo di scambio, del tempo di conoscenza, del tempo di sostegno, del tempo di coccole, del tempo di piacere.
Voi siete lì per leggere loro storie, per giocare, per correre e ballare, per colorare, tagliare ed incollare. Certo, per avere anche tantissima pazienza.
Ricordate che se voi siete stanche o non state bene e lo dite ai bambini loro vi capiscono e aiutano, se voi siete nervose e arrabbiate non lo capiscono, perché non è concepibile per il bambino.
L’insegnante di lingua deve sapersi stupire.
Deve lasciare che i bambini la stupiscano, deve lasciarsi stupire da sé stessa e deve insegnare attraverso il cuore.
L’insegnante di lingua non va a scuola per raggiungere un obiettivo, l’insegnante va a scuola per scoprire come raggiungerlo.
L’insegnante di lingua non deve insegnare inglese, l’insegnante di lingua deve creare un processo affettivo costruttivo, un processo di apprendimento mediato da strategie intenzionali.
L’insegnante di lingue non deve insegnare attraverso schede e verifiche, l’insegnante deve creare attività situate per promuovere prospettive diverse di evoluzione e trasformazione”